Che cos’è il poliestere?

Nell’affrontare il discorso dei tessuti abbiamo finora esplorato il cotone, nei suoi settemila anni di storia, ed il policotone, una combinazione tra la fibra naturale più famosa al mondo ed il poliestere.

Ma cos’è, appunto, il poliestere?

Cerchiamo di fare il punto della situazione anche in questo caso.

Il poliestere è un polimero che, a seconda delle lavorazioni, può acquisire particolarità e qualità differenti.

A livello industriale si tratta di derivati del petrolio, anche se questa categoria di polimeri sono presenti anche in natura; fortunatamente, con l’avanzare della tecnologia, oggi è possibile ottenerlo anche da materiali di scarto e riciclo o, grazie alla biotecnologia, tramite fermentazione batterica.

La tipologia con cui veniamo più spesso a contatto, nel quotidiano, è il PET (polietilene tereftalato), che è quella utilizzata per confezionare le bottiglie per le bevande o i contenitori per cibi ma anche nastri trasportatori, materiali per le imbarcazioni, per l’ingegneria biomedica e tanto altro; è proprio questa categoria che, se opportunamente lavorata, può diventare anche una fibra tessile con svariate proprietà.

La sua introduzione sul mercato, a questo scopo, è avvenuta nel 1948, in Inghilterra, con il brand Terylene.

Oggi il suo ruolo è predominante in vari ambiti: dalle imbottiture delle giacche ai tessuti resistenti per l’abbigliamento sportivo fino anche a costituire la base del pile, con il quale l’inverno è presto sconfitto tra indumenti, coperte e accessori.

Come abbiamo visto con il policotone, inoltre, questa fibra può essere utilizzata non solo in maniera esclusiva, ma anche combinata e mescolata ad altre, magari di matrice naturale, per ottenere altri tipi di risultati.

Poliestere: pro e contro

Vale la pena, quindi, fare un viaggio attraverso i vantaggi e gli svantaggi offerti da questo tessuto, per avere un quadro definitivo.

Per quanto riguarda la texture, il poliestere è lucido ma, se non lavorato opportunamente, può risultare ruvido sulla pelle; ecco perchè, molto spesso, avvengono lavorazioni in grado di renderlo morbido e vellutato. Si tratta, inoltre, di un tessuto particolarmente resistente ed elastico, che ha la proprietà di non sgualcire e di restare sempre “come stirato”, anche appena tirato fuori dalla lavatrice. Tra l’altro, asciuga anche molto velocemente.

La sua composizione, in più, lo rende inattaccabile da muffe e batteri nonchè idrorepellente, anti-macchia e anti-umido.

Lavorato opportunamente il poliestere può diventare anche traspirante, offrendo contemporaneamente un ottimo isolamento termico, qualità che, d’inverno, è essenziale.

Al contempo, però, talvolta può risultare scomodo proprio per i cattivi odori che può favorire (ma dipende sempre dalla lavorazione), senza contare la carica elettrostatica e la conseguente azione attira-polvere, che può risultare molto fastidiosa.

Insomma, le etichette di cui vengono forniti i capi d’abbigliamento non possono contenere tutte le informazioni di cui si avrebbe veramente bisogno, però è possibile farsi un’idea di quello che si sta per portare a casa toccando e testando il tutto sulla propria pelle, ove possibile, magari misurando i vestiti in camerino; di solito, quando il poliestere è scadente, la sensazione di “calore” (antitraspirante) che si prova indossandolo è quasi immediata!

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