Come funzionano i capi traspiranti?

Siamo abituati a pensare ai tessuti traspiranti come componenti dell’abbigliamento sportivo, ma non è solo in questi contesti che è importante indossarli.

Nelle stagioni più calde, infatti, quando la pelle è più soggetta a sudorazione, è l’unico escamotage che si ha per rimanere asciutti, evitando di restare a contatto con l’umidità e, tra l’altro, di sentirsi a disagio a causa di eventuali cattivi odori; quante volte i tessuti sintetici sono stati “messaggeri” bagnati e maleodoranti di un antipatico ed antiestetico accumulo di sudore?

Nelle stagioni più fredde, invece, i tessuti di questo tipo sono importanti perchè ci si veste con molti più “strati”, dalla canottiera alla T-Shirt, finendo al maglione e al cappotto, per cui la pelle si ritrova “soffocata” dagli abiti ed ha bisogno di respirare, per non ricadere nelle esatte condizioni descritte per le stagioni “hot”.

Ma come si lavora un tessuto traspirante, come si ottiene?

Tessuti traspiranti con e senza membrana

Molti tessuti traspiranti sono ottenuti attraverso l’utilizzo di una membrana microforata che impedisce alle gocce d’acqua di penetrare (risultando, così, impermeabile) ma, al contempo, permette la fuoriuscita dell’umidità (quindi dall’interno verso l’esterno) sotto forma di vapore acqueo.

Questo tipo di soluzione si può ritrovare “a sandwich” tra altri due strati (la superficie esterna del capo d’abbigliamento e la sua fodera interna) oppure in una combo a due strati, direttamente con la fodera.

L’unica attenzione che bisogna avere è verso residui di detersivo, di ammorbidente o di una qualunque soluzione salina che potrebbero risultare dannosi.

Esistono, però, altri tipi di laminati che non sfruttano la presenza di pori ma l’idrofilia.

In sostanza, la struttura molecolare di questo tipo di membrana assorbe il sudore e ne permette, esattamente come l’altra, la fuoriuscita all’esterno, con performance, per definizione, più importanti e degne di nota quanto più aumenta la differenza di temperatura e di umidità tra interno ed esterno e, quindi, la sudorazione. Esattamente come nel caso precedente ci ritroviamo dinanzi un tessuto che è in grado di far “uscire” ma non di far “entrare”, risultando impermeabile e ostacolando anche l’aria (condizione che si rivela molto preziosa nelle stagioni gelide)!

E quando la membrana non funziona o è “satura”?

Dove la membrana non arriva, arrivano i suoi “collaboratori”: parliamo di  zip di ventilazione sottomanica, in grado di fornire maggior supporto, soprattutto in caso di sudorazione massiccia. Inoltre, esistono versioni di membrane impregnate con un idrorepellente, che le rende ancora più performanti: unica pecca, dover rinnovare, con il tempo, il “bagno” in questa sostanza, che con vari lavaggi tende ad esaurirsi.

Un ultimo consiglio riguarda la forma e le sagome dei capi d’abbigliamento dotati di membrana: può essere utile sapere, infatti, che la presenza di inserti “trendy” può inficiare le performance di questo prezioso componente; occhio,quindi, a presenze troppo massicce di tasche, cuciture, toppe.

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